15/01/2008

GUIDA AL TFR

b41b0544a5f54c9504b0bbd2bee084ee.jpg

Entro il 30 giugno 2007 o entro sei mesi dalla data di assunzione, se successiva al 1° gennaio 2007, potrai scegliere come investire il Trattamento di fine rapporto Se non esprimi la tua volontà, entra in gioco il cosiddetto “silenzio assenso” al trasferimento automatico della liquidazione in una forma pensionistica complementare .

07/01/2008

ultimissime

75da98308d069220fca76ef37424a355.jpg

Mutui, l'Euribor oltre il 5%. Come sono cambiate le rate

di Maximilian Cellino

Se a Washington i tassi scendono, a Francoforte la Banca centrale europea (Bce) non sembra avere alcuna intenzione di abbassare il costo del denaro a breve termine. Così i tassi interbancari dell'Eurozona continuano l'avanzata e oltrepassano il 5%, un livello che non si vede da sette anni.

Mercoledì (si veda
Il fixing di oggi) l'Euribor a un mese base 365 è stato fissato al 5,016%, quello a tre mesi al 5,022% (il tasso a un mese base 360 invece è a quota 4,947%), ma l'effetto è collegabile soltanto in parte all'atteggiamento intransigente della Bce. I tassi viaggiano infatti ormai da alcuni mesi su valori decisamente più elevati rispetto a quello di rifinanziamento, fermo al 4% da giugno, a causa della crisi di fiducia innescata dalla tempesta subprime: gli istituti di credito sono più restii a prestarsi il denaro l'uno con l'altro e questo muove al rialzo oltre il dovuto i tassi Euribor.

E se anche il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, ha ricordato che riguardo tale anomalia «le banche non possono farci niente», a farne le spese resta soprattutto chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile (le cui rate sono indicizzate proprio all'Euribor). Un livello dei tassi di 70-75 punti base oltre la normalità fa infatti lievitare la spesa mensile in media del 5,6% dall'inizio della scorsa estate e porta così quasi al 25% il rincaro complessivo da quando, proprio due anni fa, la Bce ha ricominciato ad alzare i tassi di interesse.

Secondo l'associazione di consumatori Adusbef rispetto a settembre l'aumento mensile arriva fino a 84 euro. Tre mesi fa il tasso medio applicato a un mutuo variabile era pari al 5,85%, mentre dopo «il 29 novembre è schizzato al 6,5%»: questo vuol dire che per un mutuo da 100 mila euro gli aumenti mensili vanno da 33 euro (se la durata è di 10 anni), portando così a 396 euro il maggior esborso da pagare in un anno, a 42 euro (durata 30 anni, il maggior esborso in un anno è 504 euro). Per un mutuo da 200 mila euro - prosegue l'Adusbef - gli incrementi mensili sono compresi fra i 66 euro (durata 10 anni; 792 euro in più in un anno) e gli 84 euro (durata 30 anni, 1.008 euro in più da pagare all'anno).

Difficilmente la situazione è destinata a risolversi nel brevissimo periodo, a maggior ragione vista la sete di liquidità che le banche hanno per regolare le partite contabili entro fine anno. Segnali di perdurante tensione sui mercati monetari sono del resto arrivati anche dall'asta di rifinanziamento a tre mesi indetta ieri dalla Bce: l'operazione ha registrato richieste quasi doppie rispetto ai 60 miliardi assegnati e si è conclusa a un tasso medio del 4,88%, ma c'è stata anche qualche banca che per assicurarsi il denaro è arrivata a offrire fino al 5,05%.

«Per vedere qualche spiraglio in questo scenario – spiega Giuseppe Maraffino, strategist sul reddito fisso di UniCredit Mib – bisognerà attendere i bilanci che le banche presenteranno per l'ultimo trimestre del 2007 e per i primi tre mesi del prossimo anno, perché soltanto quando si metterà la parola fine alle svalutazioni la crisi di fiducia potrà rientrare nei ranghi». I tempi, insomma, sembrano dilatarsi almeno fino alla prossima estate, come dimostrano i future sull'Euribor a 3 mesi che prospettano tassi in graduale discesa al 4,55% a marzo, al 4,45% a giugno e al 4,33% a settembre. Sempre che le banche non riservino altre sgradite sorprese.

04/01/2008

tassi in discesa

Rendimento dei presiti a due settimane dal 4,94% del 14 dicembre al 4,15% del 3 gennaio

Tassi Euribor in discesa, mutui meno cari

Una differenza maggiore di quella che farebbero tre tagli dei tassi della Bce

Almeno per ora, la febbre è scesa un po’ e le famiglie indebitate a tasso variabile possono tirare il fiato. Il contagio esploso negli ultimi mesi con la crisi dei mutui ipotecari americani appare più sotto controllo dopo le scadenze finanziarie di fine anno. In questi giorni i tassi Euribor, quelli del mercato interbancario dell’area-euro, hanno avviato una rapida discesa.

DISCESA - Da metà dicembre al 3 gennaio, quando i mercati del reddito fisso sono tornati quasi a pieno regime, la discesa è stata spettacolare: i tassi annuali di rendimento dei prestiti a due settimane sono crollati dal 4,94% del 14 dicembre al 4,15% di giovedì 3 gennanio. In tempi normali, fra queste due cifre corre una differenza maggiore di quella che farebbero tre tagli dei tassi della Banca centrale europea. In realtà molto hanno inciso proprio le mosse della Bce e delle altre grandi banchi centrali del pianeta, che hanno prestato alle banche commerciali centinaia di miliardi in più da metà dicembre in poi.

DIFFIDENZE - Ma la gelata sul credito potrebbe non essere finita: le banche continuano a diffidare le une delle altre, nuove perdite sui mutui potrebbero emergere e i tassi restano alti. Quelli Euribor a tre mesi, pure in discesa, viaggiano oggi al 4,64% mentre gli interessi principali della Bce sono fermi al 4%.

Federico Fubini
03 gennaio 2008